Il riarmo tedesco, le tensioni nel Baltico, e un cambio di equilibri a Mosca, possono estendere la guerra nel vecchio continente al di là dei confini ucraini, e portare a un’escalation nucleare.
Come sempre, i tuoi articoli sono esaurienti e realistici.
Tuttavia, vorrei sottoporti un giudizio che si allinea con le tue valutazioni riguardo un possibile conflitto prossimo venturo sul territorio europeo, e cioè: partendo dall'affermazione "Storicamente, è proprio a questo punto che le campagne coercitive diventano pericolose. Quando le strategie punitive non riescono a ottenere una capitolazione politica, i leader raramente interpretano il fallimento come una prova che la strategia stessa sia errata. Più comunemente, giungono alla conclusione che la punizione applicata sia stata insufficiente. Ciò genera pressioni affinché vengano assunti ulteriori impegni volti a salvare la strategia originaria." possiamo notare che anche la Russia, prima della data fatidica del 24/02/22, sia incorsa in una sottovalutazione della reazione occidentale e in particolare europea. Probabilmente allora nessuno degli attori aveva previsto lo sviluppo attuale, ma è indubbio che Mosca non si attendesse una simile reazione. Ricordo l'enfatizzazione su quanti mesi sarebbero occorsi per la capitolazione della derelitta e corrottissima Ucraina. Al di là delle posizioni delle varie "tifoserie", a conferma di ciò, possiamo notare come ogni giorno si siano dati numeri ed elenchi dei soldati ucraini eliminati dal conflitto. Per inciso chiedo: ma se dopo 4 anni di guerra e tantissime morti annunciate, come è possibile che l'esercito ukro possa ancora resistere? E' pure vero, e probabilmente è la novità assoluta, che le armi moderne hanno modificato la forma della guerra, intendo l'irruzione dei droni in forma così massiccia sul teatro delle operazioni, e questa è una scusante per la dirigenza russa, ma ciò ha comunque indotto una sorta di impasse al fronte che non era previste e prevedibile. Tutto ciò può mettere in crisi la linea adottata da Putin a vantaggio della linea più intransigente.
Tuttavia , a questo punto, Mosca si trova davanti ad un bivio pericoloso: puntare ancora sui pericolosi "colloqui" collaborativi con Trump, ben sapendo che lo stesso è inaffidabile e probabilmente destinato a perdere le elezioni del 2028 con conseguente cambio di politica USA , o forzare la mano mettendo in campo tutto l'arsenale convenzionale e di risorse umane per chiudere (forse) la partita ucraina prima che l'Europa sia completamente armata. Nella seconda opzione, probabilmente dovrebbe utilizzare la mobilitazione generale con conseguenti rimbalzi negativi sul fronte interno perché ciò comporterebbe molti costi umani. Siamo sicuri che, dopo 4 anni di morti e distruzioni sul territorio, la popolazione accetterebbe ancora così tanti sacrifici? D'altra parte, anche l'utilizzo di armi convenzionali sul territorio europeo non garantirebbe uno stop a buon mercato delle cancellerie occidentali, a parte l'Italia e qualche altro paese.
La Cina non pare essere disposta a correre in aiuto di Mosca preoccupata com'è a non stimolare la cosiddetta , ed abusata, Trappola di Tucidide nei confronti degli americani.
In sostanza, credo che i russi siano costretti ad alzare il tiro in Ucraina perché anche uno stallo protratto risulterebbe una sconfitta sia militare che politica. E ciò, nella situazione attuale, diverrebbe esiziale sia per la dirigenza che per l'esistenza della stessa dimensione territoriale come la conosciamo oggi.
PS: per quanto riguarda Merz, l'unica nota positiva è la sua impopolarità interna ormai ridotta ai minimi termini.
La sottovalutazione dell’avversario, possibilmente da parte di entrambe le parti coinvolte nel conflitto, è uno degli elementi fondamentali che determinano l’escalation. Per quanto riguarda l’avanzata russa, essa è rallentata da due fattori: 1) la “trasparenza” del campo di battaglia, ovvero il fatto che grazie ai sistemi di monitoraggio e sorveglianza attuali, ogni mossa di una certa entità sul campo di battaglia è visibile. Ciò preclude offensive che coinvolgano un gran numero di mezzi e truppe, perché comportano perdite enormi. 2) La logistica e la produzione bellica che sostengono lo sforzo militare di Kiev sono ormai in buona parte fuori dall’Ucraina, in territorio europeo. Ciò vale in particolare per i droni, che possono essere prodotti in grandi quantità a basso costo. E’ proprio questo elemento che potrebbe spingere i russi a colpire centri di produzione in Europa, cosa che finora non hanno fatto. Ciò verrebbe fatto con armi di standoff, ovvero munizioni guidate lanciate a distanza, dunque non implicherebbe una mobilitazione di massa. Ma ovviamente un’operazione del genere comporta grossi rischi di escalation. E’ il pericolo cui ci troviamo di fronte.
Mi domando solo se una posizione diversa dell'Europa, con meno capacità di difesa e senza alcun aiuto all'Ucraina, potrebbe rasserenare la Russia.
Probabilmente dovremmo anche ricominciare a comprare gas e petrolio russo nella speranza che non venga usato per pagare ulteriori armamenti nucleari.
Inoltre è ovvio che dovremmo tutti uscire dalla NATO perché anche questo rappresenta una minaccia alla Russia.
L'Europa rappresenta da sempre una minaccia alla Russia e quindi semplicemente dovremmo aderire alla federazione russa per non esserlo più.
Scusate il sarcasmo, ma è solo per arrivare ad un punto cruciale discusso nell'articolo.
Non sto discutendo sul fatto che la Russia si senta minacciata da Germania e Francia, ma pensiamo veramente che Francia e Germania siano una minaccia di invasione di terra della Russia come ai tempi di Napoleone o Hitler?
La vera minaccia per la Russia, quella di cui immagino discutano seriamente al Cremlino è un lancio massiccio di droni, missili e aerei come quello di Israele e USA in Iran.
La guerra che temono è quella che hanno visto in questi mesi sdoganata in Medioriente e attivamente messa in atto dall'Ucraina (e dalla Russia) in questi mesi.
Per evitare questa minaccia basterebbe un accordo nel quale la Russia rinuncia a mandare missili e droni ogni notte in Ucraina per colpire obiettivi civili, limitandosi a quelli militari nella zona contestata della Ucraina orientale.
Probabilmente l'Ucraina accetterebbe questo limite ad una guerra che non ha avuto alcun limite soprattutto da parte russa.
La kill zone dronica ormai si è estesa per centocinquanta chilometri attorno alla linea di contatto rendendo praticamente impossibile la logistica in tutta l'Ucraina orientale sia per i russi che per gli ucraini. In tutta questa zona, lunga un migliaio di chilometri le postazioni difensive sono un bersaglio immediato per i milioni di droni a disposizione di entrambe le parti. Si tratta della "terra di nessuno" tra le trincee della prima guerra mondiale estesa dalla tecnologia del XXI secolo.
Tutto ciò, se entrambe accettassero di rinunciare all'uso di missili e droni a lungo raggio, sarebbe nei fatti una situazione di stallo di cui entrambe dovrebbero prendere atto. E magari discutere di pace.
L'alternativa è che questa kill zone si estenda di decine di chilometri all'anno avvicinandosi alle retrovie in Russia e alla capitale ucraina.
L'Europa oltre a mediare questo accordo dovrebbe rinunciare all'uso di missili e droni a lungo raggio contro la Russia e viceversa.
La deterrenza nucleare viene messa sul piatto dalla Russia per evitare un attacco dronico in profondità che man mano si sta avvicinando come effetto a quello nucleare per il numero di droni che tutti stanno costruendo.
Costruiamo assieme alla Russia un accordo di non proliferazione dronica e missilistica e nessuno diventa una minaccia per nessuno.
I droni, specialmente con l'uso delle AI, sono il pericolo nucleare attuale o lo stanno diventando.
Nonostante l'allarme di molti, sui droni siamo vittime dell'effetto "rana bollita" in una trasformazione profonda dei conflitti è in corso. La traiettoria è molto chiara e anche il punto di arrivo: fermiamoci.
Tutti noi siamo pronti a fermarci. E lo sono anche i russi. Il problema è che non sembrano esserlo le élite di alcuni paesi europei (come Germania, Gran Bretagna, i paesi baltici, ecc.).
E' lo stesso problema che ha portato allo scoppio del conflitto.
Sono convinto che ci stiamo avvicinando seriamente allo scontro frontale tra UE/NATO e Russia, ma gli USA inizialmente staranno a guardare. Poi, come hanno fatto durante la Seconda Guerra Mondiale, prenderanno la parte di chi ha la meglio, in modo da poter dichiararsi anche loro vincitori e beneficiare della ricostruzione in Europa (e nel resto del mondo).
Come sempre, i tuoi articoli sono esaurienti e realistici.
Tuttavia, vorrei sottoporti un giudizio che si allinea con le tue valutazioni riguardo un possibile conflitto prossimo venturo sul territorio europeo, e cioè: partendo dall'affermazione "Storicamente, è proprio a questo punto che le campagne coercitive diventano pericolose. Quando le strategie punitive non riescono a ottenere una capitolazione politica, i leader raramente interpretano il fallimento come una prova che la strategia stessa sia errata. Più comunemente, giungono alla conclusione che la punizione applicata sia stata insufficiente. Ciò genera pressioni affinché vengano assunti ulteriori impegni volti a salvare la strategia originaria." possiamo notare che anche la Russia, prima della data fatidica del 24/02/22, sia incorsa in una sottovalutazione della reazione occidentale e in particolare europea. Probabilmente allora nessuno degli attori aveva previsto lo sviluppo attuale, ma è indubbio che Mosca non si attendesse una simile reazione. Ricordo l'enfatizzazione su quanti mesi sarebbero occorsi per la capitolazione della derelitta e corrottissima Ucraina. Al di là delle posizioni delle varie "tifoserie", a conferma di ciò, possiamo notare come ogni giorno si siano dati numeri ed elenchi dei soldati ucraini eliminati dal conflitto. Per inciso chiedo: ma se dopo 4 anni di guerra e tantissime morti annunciate, come è possibile che l'esercito ukro possa ancora resistere? E' pure vero, e probabilmente è la novità assoluta, che le armi moderne hanno modificato la forma della guerra, intendo l'irruzione dei droni in forma così massiccia sul teatro delle operazioni, e questa è una scusante per la dirigenza russa, ma ciò ha comunque indotto una sorta di impasse al fronte che non era previste e prevedibile. Tutto ciò può mettere in crisi la linea adottata da Putin a vantaggio della linea più intransigente.
Tuttavia , a questo punto, Mosca si trova davanti ad un bivio pericoloso: puntare ancora sui pericolosi "colloqui" collaborativi con Trump, ben sapendo che lo stesso è inaffidabile e probabilmente destinato a perdere le elezioni del 2028 con conseguente cambio di politica USA , o forzare la mano mettendo in campo tutto l'arsenale convenzionale e di risorse umane per chiudere (forse) la partita ucraina prima che l'Europa sia completamente armata. Nella seconda opzione, probabilmente dovrebbe utilizzare la mobilitazione generale con conseguenti rimbalzi negativi sul fronte interno perché ciò comporterebbe molti costi umani. Siamo sicuri che, dopo 4 anni di morti e distruzioni sul territorio, la popolazione accetterebbe ancora così tanti sacrifici? D'altra parte, anche l'utilizzo di armi convenzionali sul territorio europeo non garantirebbe uno stop a buon mercato delle cancellerie occidentali, a parte l'Italia e qualche altro paese.
La Cina non pare essere disposta a correre in aiuto di Mosca preoccupata com'è a non stimolare la cosiddetta , ed abusata, Trappola di Tucidide nei confronti degli americani.
In sostanza, credo che i russi siano costretti ad alzare il tiro in Ucraina perché anche uno stallo protratto risulterebbe una sconfitta sia militare che politica. E ciò, nella situazione attuale, diverrebbe esiziale sia per la dirigenza che per l'esistenza della stessa dimensione territoriale come la conosciamo oggi.
PS: per quanto riguarda Merz, l'unica nota positiva è la sua impopolarità interna ormai ridotta ai minimi termini.
La sottovalutazione dell’avversario, possibilmente da parte di entrambe le parti coinvolte nel conflitto, è uno degli elementi fondamentali che determinano l’escalation. Per quanto riguarda l’avanzata russa, essa è rallentata da due fattori: 1) la “trasparenza” del campo di battaglia, ovvero il fatto che grazie ai sistemi di monitoraggio e sorveglianza attuali, ogni mossa di una certa entità sul campo di battaglia è visibile. Ciò preclude offensive che coinvolgano un gran numero di mezzi e truppe, perché comportano perdite enormi. 2) La logistica e la produzione bellica che sostengono lo sforzo militare di Kiev sono ormai in buona parte fuori dall’Ucraina, in territorio europeo. Ciò vale in particolare per i droni, che possono essere prodotti in grandi quantità a basso costo. E’ proprio questo elemento che potrebbe spingere i russi a colpire centri di produzione in Europa, cosa che finora non hanno fatto. Ciò verrebbe fatto con armi di standoff, ovvero munizioni guidate lanciate a distanza, dunque non implicherebbe una mobilitazione di massa. Ma ovviamente un’operazione del genere comporta grossi rischi di escalation. E’ il pericolo cui ci troviamo di fronte.
Almeno 3 anni fa volevo aprire un Karaganov/Trentin fan club....
https://eestieest.com/the-uks-new-multinational-naval-initiative-aims-to-contain-russia-in-the-arctic-baltic/
Grazie articolo molto interessante.
Mi domando solo se una posizione diversa dell'Europa, con meno capacità di difesa e senza alcun aiuto all'Ucraina, potrebbe rasserenare la Russia.
Probabilmente dovremmo anche ricominciare a comprare gas e petrolio russo nella speranza che non venga usato per pagare ulteriori armamenti nucleari.
Inoltre è ovvio che dovremmo tutti uscire dalla NATO perché anche questo rappresenta una minaccia alla Russia.
L'Europa rappresenta da sempre una minaccia alla Russia e quindi semplicemente dovremmo aderire alla federazione russa per non esserlo più.
Scusate il sarcasmo, ma è solo per arrivare ad un punto cruciale discusso nell'articolo.
Non sto discutendo sul fatto che la Russia si senta minacciata da Germania e Francia, ma pensiamo veramente che Francia e Germania siano una minaccia di invasione di terra della Russia come ai tempi di Napoleone o Hitler?
La vera minaccia per la Russia, quella di cui immagino discutano seriamente al Cremlino è un lancio massiccio di droni, missili e aerei come quello di Israele e USA in Iran.
La guerra che temono è quella che hanno visto in questi mesi sdoganata in Medioriente e attivamente messa in atto dall'Ucraina (e dalla Russia) in questi mesi.
Per evitare questa minaccia basterebbe un accordo nel quale la Russia rinuncia a mandare missili e droni ogni notte in Ucraina per colpire obiettivi civili, limitandosi a quelli militari nella zona contestata della Ucraina orientale.
Probabilmente l'Ucraina accetterebbe questo limite ad una guerra che non ha avuto alcun limite soprattutto da parte russa.
La kill zone dronica ormai si è estesa per centocinquanta chilometri attorno alla linea di contatto rendendo praticamente impossibile la logistica in tutta l'Ucraina orientale sia per i russi che per gli ucraini. In tutta questa zona, lunga un migliaio di chilometri le postazioni difensive sono un bersaglio immediato per i milioni di droni a disposizione di entrambe le parti. Si tratta della "terra di nessuno" tra le trincee della prima guerra mondiale estesa dalla tecnologia del XXI secolo.
Tutto ciò, se entrambe accettassero di rinunciare all'uso di missili e droni a lungo raggio, sarebbe nei fatti una situazione di stallo di cui entrambe dovrebbero prendere atto. E magari discutere di pace.
L'alternativa è che questa kill zone si estenda di decine di chilometri all'anno avvicinandosi alle retrovie in Russia e alla capitale ucraina.
L'Europa oltre a mediare questo accordo dovrebbe rinunciare all'uso di missili e droni a lungo raggio contro la Russia e viceversa.
La deterrenza nucleare viene messa sul piatto dalla Russia per evitare un attacco dronico in profondità che man mano si sta avvicinando come effetto a quello nucleare per il numero di droni che tutti stanno costruendo.
Costruiamo assieme alla Russia un accordo di non proliferazione dronica e missilistica e nessuno diventa una minaccia per nessuno.
I droni, specialmente con l'uso delle AI, sono il pericolo nucleare attuale o lo stanno diventando.
Nonostante l'allarme di molti, sui droni siamo vittime dell'effetto "rana bollita" in una trasformazione profonda dei conflitti è in corso. La traiettoria è molto chiara e anche il punto di arrivo: fermiamoci.
Tutti noi siamo pronti a fermarci. E lo sono anche i russi. Il problema è che non sembrano esserlo le élite di alcuni paesi europei (come Germania, Gran Bretagna, i paesi baltici, ecc.).
E' lo stesso problema che ha portato allo scoppio del conflitto.
https://robertoiannuzzi.substack.com/p/ucraina-le-ragioni-di-un-conflitto
Sono convinto che ci stiamo avvicinando seriamente allo scontro frontale tra UE/NATO e Russia, ma gli USA inizialmente staranno a guardare. Poi, come hanno fatto durante la Seconda Guerra Mondiale, prenderanno la parte di chi ha la meglio, in modo da poter dichiararsi anche loro vincitori e beneficiare della ricostruzione in Europa (e nel resto del mondo).