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Trovo spesso queste considerazioni in più parti, ma si tende a sottovalutare probabilmente le mosse reali che sottendono a queste scelte scellerate da parte di Trump e di Netanyhau. La realtà sfugge a molti o meglio non la si vuol vedere così come appare nella sua intera e tragica realtà. Ogni guerra è frutto di attente valutazioni economiche e finanziarie oltre che di carattere geopolitico e in questo caso sembra quasi evidente, così come appare, che sarebbe una mossa geostrategica per indebolire la già martoriata repubblica islamica dell'Iran. L'anello di basi anglo americane che circondano la vasta area di influenza russa si fa sempre più stretto e mina nel concreto alcuni degli approvvigionamenti più importanti per la Cina. Fin qui sembra sia proprio così la storia di questa ennesima guerra americana, ma se andiamo a scavare c si accorge che sotto la crosta a stelle e strisce si muove sempre un bug che non da tregua alla macchina da guerra: l'immenso debito americano oramai non più gestibile. Le banche centrali stanno facendo i salti mortali per pareggiare i conti, ma ogni giorno che passa la parità dei flussi di denaro non arriva mai creando un ulteriore buco insanabile di debiti. L'Iran, per sua fortuna/sfortuna, è uno dei pochi paesi che con le sue esportazioni "ombra" di prodotti petroliferi riesce a coprire parte di questo immenso buco finanziario della City di Londra (Europa) che opera allo scoperto sul mercato dei REPO. Di contro il mercato è denominato in dollari che ormai ha perso tutta l'attrattiva di anni fa. Appare pertanto una guerra a sostegno del dollaro digitalizzato contro uno standard ormai obsoleto, ma attivissimo, nel quale ogni debito può essere lavato/diluito nel mare magnum della digitalizzazione della moneta.

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